La TENS terapia è la tecnica di elettroterapia più utilizzata
in fisioterapia, con finalità analgesico-antalgiche nella Terapia del Dolore, di estrema efficacia
per il trattamento di molte patologie neuronali, osteo-articolari, dei legamenti e dei tendini.
La sigla TENS deriva dalle lettere iniziali delle parole inglesi
"Transcutaneous Electric Nervous Stimulation"
(stimolazione elettrica transcutanea nervosa), in quanto la tecnica è quella di applicare
sulla cute per mezzo di placche elettroconduttive, dei particolari impulsi elettrici che
eccitano solo le fibre nervose della sensibilità tattile situate proprio sotto la pelle.
Gli impulsi nervosi così prodotti, attraverso i nervi sensoriali, risalgono verso il midollo
spinale bloccando a questo livello "la porta di ingresso al dolore" (processo gate control).
La sensazione del dolore parte dai recettori nervosi presenti in ogni parte del nostro corpo.
In presenza di uno stimolo questi generano un impulso elettrico che attraverso fibre nervose
arriva al midollo spinale della colonna vertebrale che lo convoglia verso il cervello.
Il cervello ricevendo questo stimolo lo interpreta e in base alle sue
caratteristiche provoca un dolore nel punto dal quale è partito.
Stimolando le fibre nervose con impulsi TENS di frequenza appropriata si possono
neutralizzare gli impulsi del dolore, i quali non giungendo al nostro cervello
non verranno percepiti. Allo stesso tempo, questi impulsi TENS comandano al
mesencefalo di produrre betaendorfine, cioè sostanze fisiologiche che
hanno gli stessi effetti della morfina e in tal modo si completa l'azione
analgesica con la totale scomparsa del dolore.
Nell'uso della TENS, notevole importanza assumono le frequenze degli impulsi.
Di solito un buon apparecchio TENS deve poter
erogare una gamma di frequenze comprese tra 2Hz e 140Hz, con la possibilità di impostare la
frequenza più idonea per il tipo di dolore accusato.
Dalle ricerche scientifiche effettuate nella "tecnica-TENS" si possono stabilire dei
criteri di applicazione delle diverse frequenze, nell'ambito della Terapia del Dolore.
Con le frequenze Tens più alte da 80Hz a 140Hz
l’effetto è immediato, il dolore si attenua notevolmente nel tempo di circa 10 minuti di applicazione,
ma questo effetto tende ad esaurirsi altrettanto rapidamente, dopo circa 2-3 ore.
Usando le frequenze Tens medie da 40Hz a 60Hz occorre un tempo maggiore circa 25-30 minuti per ottenere
la riduzione del dolore, ma l'effetto analgesico si protrae per molte ore.
Utilizzando le frequenze Tens più basse da 2Hz a 20Hz occorre un tempo ancora maggiore di circa 60-80
minuti per attenuare il dolore, ma l'effetto analgesico sarà più duraturo,
perchè con queste frequenze viene stimolato l'organismo a liberare
neuropeptidi (ENDORFINE: sostanze morfino-simile).
Tali sostanze inibiscono la trasmissione del dolore a livello del midollo spinale anche per alcuni giorni.
Da queste premesse, nasce l'esigenza di un uso corretto della TENS e la tecnica più usata nella
fisioterapia moderna è quella di fare circa 15-20 giorni di terapia con applicazioni giornaliere
di almeno 50-60 minuti, utilizzando le frequenze più idonee in base al tipo di dolore: acuto, saltuario
o cronico.
Dolore acuto:
Per combattere i dolori acuti conviene iniziare con la frequenza
più alta (140 Hz) per circa 10 minuti, poi una volta attenuato il dolore, proseguire per tempi di
10 minuti ciascuno in successione con le frequenze più basse (80Hz, 60Hz, 40Hz, 20Hz e 2Hz)
che prolungheranno l'effetto analgesico anche per 1-2 giorni.
Dolore saltuario:
Nel caso di dolori saltuari è preferibile iniziare con le frequenze di
80 Hz o 60 Hz per poi passare alle più basse fino ai 2 Hz anche
quando il dolore è scomparso; in questo modo il dolore non ricomparirà
per circa una settimana o più.
Dolore cronico:
In presenza di dolori cronici potrebbero servire più applicazioni prima di
ottenere la scomparsa del dolore. Si consiglia quindi di iniziare con
applicazioni lunghe di almeno 1 o 2 ore usando le frequenze medie e basse in successione per tempi
di almeno 20-30 minuti ciascuno per i primi 2-3 giorni di terapia, per poi
proseguire con applicazioni di almeno 1 ora al giorno.
Una volta scomparso il dolore, proseguire con applicazioni giornaliere o saltuarie (secondo le esigenze)
di mantenimento di circa 30/40 minuti usando le frequenze più basse
di 20 Hz e 2 Hz.
Un altro fattore da tenere in considerazione durante la terapia di TENS, è l'intensità della
corrente degli impulsi per ottenere l'attenuazione del dolore: il paziente deve avvertire una
costante sensazione di formicolio piacevole che deve essere mantenuta per tutta la durata della seduta.
Per fare questo si deve agire regolando l’intensità di stimolazione degli impulsi per evitare una
sorta d’accomodazione per assuefazione allo stimolo elettrico (scomparsa del formicolio).
Importantissima, ma spesso sottovalutata è la tendenza negativa, soprattutto da parte
del paziente, di aumentare troppo l’intensità, rischiando di provocare anche minime
contrazioni muscolari, compromettendo in tal modo i risultati.
Ultimo, ma non meno importante fattore per una corretta TENS terapia, è la trasmissione degli
impulsi che viene assicurata da placche in gomma elettroconduttive delle dimensioni di 15–30 cm2.
Vengono applicate sulla cute del paziente con un gel conduttore, mentre meno efficaci
risultano le placche autoadesive per una maggiore dispersione.
Le placche hanno polarità diversa: la placca negativa viene sempre posta sul punto da cui parte il dolore,
mentre quella positiva deve essere posizionata all'estremità della zona dove il dolore si irradia.
Occorre, infine, sottolineare che l'uso della TENS nella Terapia del Dolore non presenta particolari
controindicazioni o effetti collaterali, se non in pazienti nelle seguenti situazioni:
portatori di Stimolatori Cardiaci e donne in stato di Gravidanza o Allattamento;
particolare attenzione deve essere posta in soggetti con turbe del Ritmo Cardiaco;
gli elettrodi non vanno mai posizionati sopra Ferite, Piaghe o in zone di Alterata Sensibilità;
è sconsigliato l’utilizzo della stimolazione sulla parte anteriore del Collo, per la
possibilità di evocare uno spasmo laringeo.